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La segnaletica di sicurezza sul lavoro, caratterizzata da pittogrammi semplici e intuitivi, è uno strumento fondamentale per garantire la protezione di dipendenti e visitatori. Questi segnali visivi, appositamente progettati per trasmettere messaggi chiari e immediati, sono essenziali per prevenire incidenti e tutelare la salute in ogni ambiente di lavoro. Posizionati in punti strategici, come porte, vie di fuga e vicino alle attrezzature, i pittogrammi guidano le persone verso comportamenti sicuri e aiutano a individuare rapidamente potenziali pericoli.
In questa guida scoprirai nel dettaglio le principali categorie dei segnali di sicurezza, le norme tecniche e legislative che regolano la segnaletica di sicurezza sul lavoro, i requisiti tecnici per una corretta installazione e le diverse forme dei cartelli da rispettare per l’affissione.
Quale norma fornisce la definizione dei segnali di sicurezza?
Tutti i segnali di sicurezza, con il loro significato, il loro aspetto e le indicazioni per l’affissione, sono regolamentati dalle seguenti norme:
- D. Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro): in Italia è la normativa di riferimento. In particolare, l’art. 162 fornisce la definizione di “segnaletica di sicurezza”, mentre l’Allegato XXIV stabilisce le prescrizioni generali (colori, principi di utilizzo) e l’Allegato XXV definisce le caratteristiche, le forme e i pittogrammi dei cartelli segnaletici utilizzati nei luoghi di lavoro.
- UNI EN ISO 7010 Simboli grafici – Colori e segnali di sicurezza – Segnali di sicurezza registrati: la norma internazionale, nella sua versione aggiornata in vigore dal 29 giugno 2023, stabilisce l’aspetto e i colori dei segnali di sicurezza e garantisce uniformità a livello europeo e mondiale.
- UNI 7543 Colori e segnali di sicurezza: la norma nazionale italiana (in particolare la UNI 7543-1) disciplina i colori e i segnali di sicurezza utilizzati nei luoghi di lavoro, integrando in alcuni casi quanto previsto dalla UNI EN ISO 7010 con simboli nazionali o non contemplati nella norma internazionale.
Importante: a partire dal 2013, con la Circolare ministeriale n. 30/2013, è stata riconosciuta la piena equivalenza dei pittogrammi UNI EN ISO 7010 con quelli previsti dall’Allegato XXV del D. Lgs. 81/2008. I vecchi pittogrammi restano quindi validi e non è previsto un obbligo di sostituzione immediata, ma è consigliabile adeguarsi il prima possibile ai segnali conformi alla UNI EN ISO 7010, così da garantire uniformità e chiarezza nella comunicazione visiva. Si raccomanda inoltre di evitare la combinazione di vecchi e nuovi segnali all’interno dello stesso ambiente, per non generare confusione.
Categorie dei segnali di sicurezza: quali sono i 5 gruppi?
I segnali di sicurezza sono suddivisi in cinque gruppi e contraddistinti ciascuno da una lettera, accompagnata da un numero a tre cifre. Ne deriva la seguente classificazione:
- P = segnali di divieto
- W = segnali di avvertimento
- M = segnali di obbligo (o prescrizione)
- E = segnali di salvataggio
- F = segnali per la protezione antincendio
Oltre a queste cinque categorie di segnali di sicurezza, va considerata anche la segnaletica aggiuntiva: si tratta di un cartello affisso insieme al segnale principale per rendere l’informazione più chiara o adatta a situazioni specifiche. Per i segnali di divieto, di obbligo e di avvertimento, il suo utilizzo è fortemente raccomandato e, in molti casi, necessario per garantire la piena comprensione del messaggio di sicurezza.
Quando il segnale aggiuntivo è raffigurato sullo stesso cartello insieme al segnale principale, si parla di segnaletica combinata (cartelli di combinazione).
La normativa di riferimento è il D. Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro). L’Allegato XXIV stabilisce le prescrizioni generali per la segnaletica di sicurezza (colori e principi di utilizzo), mentre l’Allegato XXV specifica forme, dimensioni e pittogrammi dei cartelli segnaletici per ciascuna categoria. Ad esempio, i cartelli di divieto hanno forma circolare, con pittogrammi neri su fondo bianco, bordo e banda diagonale rossi, mentre i segnali di avvertimento sono triangolari, con fondo giallo e bordo nero.
Ecco una panoramica delle principali categorie dei segnali di sicurezza:
| Segnale di sicurezza | Forma e colore | Esempio |
|---|---|---|
| Cartelli di divieto (P) Indicano quali comportamenti sono vietati | • Forma circolare • Fondo bianco • Pittogramma nero • Bordo rosso • Banda trasversale rossa (verso il basso da sinistra a destra lungo il simbolo, con un’inclinazione di 45°); il colore rosso deve coprire almeno il 35% della superficie del cartello. • Si consiglia di affiancarli a una segnaletica aggiuntiva che specifichi il divieto | ![]() es. divieto di fumare, divieto di accesso, vietato l’uso di fiamme libere |
| Cartelli di prescrizione (M) Contengono indicazioni sul comportamento necessario | • Forma circolare • Fondo azzurro • Pittogramma bianco • L’azzurro deve coprire almeno il 50% della superficie del cartello • Si consiglia di affiancarli a una segnaletica aggiuntiva che specifichi l’obbligo | ![]() es. usare protezioni acustiche, indossare il casco, usare protezioni per gli occhi |
| Cartelli di avvertimento (W) Segnalano un pericolo | • Triangolo equilatero • Fondo giallo • Pittogramma nero • Bordo nero (il giallo deve coprire almeno il 50% della superficie del cartello). • Si consiglia di affiancarli a una segnaletica aggiuntiva che specifichi il pericolo | ![]() es. pericolo di radiazioni, sostanze esplosive, tensione elettrica |
| Cartelli di salvataggio (E) Contengono indicazioni sui mezzi di soccorso e individuano le vie di fuga e le uscite di emergenza | • Forma quadrata o rettangolare • Fondo verde • Pittogramma bianco • Il verde deve coprire almeno il 50% della superficie del cartello | ![]() es. uscita di emergenza, pronto soccorso, punto di raccolta, via di fuga |
| Cartelli per le attrezzature antincendio (F) I cartelli di sicurezza di colore rosso indicano le attrezzature antincendio e le azioni da intraprendere in caso di incendio | • Forma quadrata o rettangolare • Fondo rosso • Pittogramma bianco • Il rosso deve coprire almeno il 50% della superficie del cartello | ![]() es. estintore, coperta antifiamma, rilevatore di incendi, scala dei vigili del fuoco |
Quali segnali di sicurezza sono richiesti sul posto di lavoro?
La scelta concreta e il numero di segnali di sicurezza si basano sempre su una preventiva valutazione dei rischi, che prende in esame sia il posto di lavoro sia le attività svolte. È proprio da questa valutazione che si può determinare se e quali segnali sono necessari:
- I segnali di sicurezza sono indispensabili quando, nonostante le misure tecniche di protezione, restano rischi di infortunio o lesioni.
- Vanno apposti anche quando le misure organizzative per la sicurezza sul lavoro non sono sufficienti.
- L’installazione dei segnali corretti è inoltre obbligatoria quando il posto di lavoro o le esigenze aziendali richiedono divieti, avvertimenti o obblighi permanenti.
Quando si usa la segnaletica di sicurezza sul lavoro: distanze di riconoscimento
La segnaletica di sicurezza sul lavoro è un sistema di comunicazione visiva essenziale per garantire un ambiente di lavoro sicuro. Per essere efficace, deve essere facilmente visibile e comprensibile, anche a una certa distanza. Oltre alla forma geometrica e al colore, la normativa regolamenta anche la distanza di riconoscimento dei segnali di sicurezza, ovvero la dimensione che i cartelli devono avere per poter essere individuati chiaramente da una determinata distanza.
Per i segnali di sicurezza triangolari (segnali di avvertimento), la distanza di riconoscimento è la seguente:
| Lunghezza del lato in mm | Distanza massima di riconoscimento in m |
|---|---|
| 50 | 1 |
| 100 | 3 |
| 200 | 6 |
| 315 | 10 |
| 400 | 12 |
Per i segnali rotondi (segnali di divieto e di obbligo) deve essere garantita la seguente distanza di riconoscimento:
| Diametro in mm | Distanza massima di riconoscimento in m |
|---|---|
| 50 | 2 |
| 100 | 4 |
| 200 | 8 |
| 315 | 12 |
| 400 | 16 |
Per i segnali quadrangolari (segnali di salvataggio e segnali antincendio), il riferimento è invece il seguente:
| Lato B x H in mm | Distanza massima di riconoscimento in m |
|---|---|
| 100 x 100 | 10 |
| 200 x 100 | 10 |
| 150 x 150 | 15 |
| 300 x 150 | 15 |
| 200 x 200 | 20 |
| 400 x 200 | 20 |
| 250 x 250 | 25 |
| 300 x 300 | 30 |
Anche le condizioni di illuminazione hanno un ruolo importante. In linea generale, valgono queste indicazioni sulla distanza di riconoscimento:
- A seconda dell’ambiente e delle condizioni di luce, le distanze di riconoscimento possono variare. La distanza ottimale si raggiunge quando la forma, il colore e il simbolo del cartello sono ben visibili.
- In ambienti con illuminazione variabile, come strade o percorsi all’interno dell’area aziendale, possono essere necessari, oltre a segnali particolarmente grandi, anche cartelli permanentemente illuminati o riflettenti.
- Oltre a scegliere le giuste dimensioni, assicurati che la segnaletica di sicurezza sul lavoro resti sempre ben visibile e non coperta: sporco, neve o veicoli e attrezzature che possano nascondere i cartelli vanno rimossi immediatamente.
Affissione della segnaletica di sicurezza: le forme dei cartelli da considerare
Oltre alla distanza di riconoscimento, anche la forma dei cartelli contribuisce in modo determinante alla buona percezione dei segnali di sicurezza. Questo vale soprattutto per i segnali a lunga persistenza luminosa, come i cartelli di salvataggio:
- Cartelli piatti
I segnali piatti hanno una diffusione luminosa di 90° e sono quindi adatti a una segnalazione frontale, ad esempio al termine di un corridoio o direttamente sopra le porte di emergenzaCartelli piatti - Cartelli a bandiera triangolare
DiGrazie ai lati disposti a triangolo, offrono una diffusione luminosa di 180°. Per questo risultano ben visibili da diverse angolazioni e sono particolarmente indicati per magazzini o parcheggi. - Cartelli a bandiera
Si tratta di cartelli bifacciali fissati come bandiere: ciascun lato offre una diffusione luminosa di 90°. Sono ben visibili soprattutto frontalmente, ma grazie alle due facce diventano la soluzione ideale per orientarsi in corridoi, passaggi e scale di lunga estensione. - Cartelli a soffitto
Anche questi segnali, come i cartelli a bandiera, sono stampati su entrambi i lati. Essendo però appesi al soffitto, raggiungono una diffusione luminosa di 180° e offrono un orientamento affidabile in corridoi lunghi.
Domande frequenti sulla segnaletica di sicurezza sul lavoro
La segnaletica di sicurezza è un sistema di comunicazione visiva utilizzato nei luoghi di lavoro per trasmettere informazioni rilevanti sulla sicurezza e sulla salute dei lavoratori. Tramite cartelli, colori e simboli specifici, la segnaletica di sicurezza fornisce indicazioni chiare e univoche su potenziali pericoli, comportamenti da adottare o vie di fuga in caso di emergenza.
I segnali svolgono funzioni diverse a seconda della categoria a cui appartengono: avvisano di possibili pericoli, indicano comportamenti vietati o obbligatori, proteggono da potenziali fonti di rischio e contribuiscono a prevenire gli incidenti. Possono inoltre indicare la posizione dei mezzi di soccorso, delle vie di fuga e dei dispositivi antincendio.
La segnaletica di sicurezza comprende tutte le misure di avvertimento e informazione di tipo visivo, acustico o tattile presenti sul luogo di lavoro. Si realizza attraverso vari mezzi, come cartelli, colori, segnali luminosi o acustici, comunicazioni verbali o gesti convenzionali, e si riferisce sempre a oggetti, attività o situazioni concrete.
Lo scopo principale è la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori. La definizione normativa è contenuta nell’art. 162 del D. Lgs. 81/2008. La segnaletica di sicurezza permette di orientarsi rapidamente in situazioni di pericolo e, grazie a simboli uniformi e comprensibili a livello internazionale, garantisce una comunicazione indipendente dalla lingua. È un elemento essenziale del moderno sistema di prevenzione e si usa quando le misure tecniche o organizzative, da sole, non bastano a eliminare completamente i rischi.
Lo scopo della segnaletica di emergenza è guidare le persone verso un luogo sicuro nel più breve tempo possibile in caso di pericolo immediato. Questi cartelli, di forma quadrata o rettangolare e con pittogramma bianco su fondo verde, indicano le vie di fuga, le uscite di emergenza, i punti di raccolta e l’ubicazione dei mezzi di pronto soccorso. Insieme ai cartelli per le attrezzature antincendio, ti permettono di reagire in modo rapido e ordinato in situazioni critiche, riducendo il rischio di lesioni e facilitando l’intervento dei soccorritori.
Quando si parla di “nuovi segnali di sicurezza” si fa riferimento alla rielaborazione dei pittogrammi conformemente alla norma UNI EN ISO 7010, la cui equivalenza con i pittogrammi previsti dall’Allegato XXV del D. Lgs. 81/2008 è stata riconosciuta dalla Circolare ministeriale n. 30/2013. L’obiettivo della revisione è stato stabilire una segnaletica di sicurezza uniforme a livello internazionale e indipendente dalla lingua.
Vale il principio: tanti segnali quanti sono necessari, il minor numero possibile. Idealmente, dovresti collocare i segnali di sicurezza all’altezza degli occhi, in modo ben visibile e nel punto in cui inizia l’area di pericolo. Esempi tipici sono porte, passaggi, vie di fuga e di soccorso o macchinari.
I segnali di sicurezza si suddividono in cinque gruppi e ognuno è identificato da una lettera:
• Segnali di divieto (P): indicano i comportamenti vietati
• Segnali di avvertimento (W): segnalano pericoli
• Segnali di obbligo (M): contengono indicazioni sui comportamenti necessari
• Segnali di salvataggio (E): contengono indicazioni sui mezzi di soccorso e individuano le vie di fuga e le uscite di emergenza
• Segnali per la protezione antincendio (F): forniscono informazioni su strumenti e comportamenti da adottare in caso di incendio
A queste si aggiunge la segnaletica aggiuntiva, che viene affissa insieme al segnale principale per rendere l’informazione di sicurezza ancora più chiara.
Nota bene: le normative menzionate in questo articolo rappresentano soltanto una selezione dei requisiti legali più importanti. Per informazioni più dettagliate ed aggiornate ti invitiamo a consultare i testi di legge. Nel caso di dubbi riguardo alla corretta applicazione delle disposizioni di legge ti consigliamo sempre di rivolgerti a degli esperti.
Fonte dell’immagine:
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